1 – Un tempo di essere, sopra il pieno delle forze atmosferiche
Ci piace essere nell’altitudine vibrante, ovunque ambiti nelle correnti
a piene mani di nuvole attorcigliate, gomene di lucentezza candida
intrecciate all’ombra di un tuono
si estendono nella vetrescenza del respiro fatto cosmo:
In lieve aria il brivido
2 – Al tempo di averti, sforzo del momento alare
Ci invita l’essere all’altitudine vibrante
ovunque ambiti, venti disabitati
ad avere mani permeabili alle nuvole
avvolgimenti di lucentezza candida
intrecciate all’ombra di ali senza sonno
bollori nascosti nel celeste groviglio
sorpresi dal respiro della nostra estasi
che in aria lieve è una nemesi
2.1 – Alimento per gravità e nulla personale
Il centro uno sperdere
ah dimostrazione
non dispersione
distribuzione
casi di vita
evento casuale è puntiforme, lo siamo.
studiare è forzato essere
continuità generata
che devi violare
2.2 – Ospite pervaso impressioni
Á tu che visiti
immobile saccade
flagello ignaro
alimento e profondità primaria
noi distanziamo le impressioni orizzontali sull’oceano
flussi acquei da levante disturbano l’attuale concrezione
mentre la fede èun bene di consumoprimario
2.3 – Granello fotografico nel vago perdere
Dorme e congela
slegato ormeggio nell’Artico
rigurgito copioso di immagini nel fegato
si sente odore pazzo
traino lento come le ore
verso danni metallici
squarcia carni
insana concessione vedere
alghe smorfia caganti orrore
2.4 – Ò, egosione!
Rapida prepunta madre nell’occipitale cranio perfora
crepa inguinale si propaga scricchiola e cede
il nodo ligneo del foro energetico corporale è squarciato
ò, egosione!
3 – Movimento irreale con te
Mi assurge all’essere la vertigine corrosiva dei ricordi
ovunque ti abiti, sei
e ti vorrei assenza di peso od elemento con passati biformi
a piena confusione irreale di non ritrovarti a comando
proponimenti di reset lucidi nella abissale consolazione
manto è sferico ustione nanoterrestre
insonne taglio dal respiro di polveri distaccate all’estasi
avessimo solo quello
lì mi chiuderei a divenire
4 – Sale Quantico Basta
Mi attraversa con l’ombra un’orbita pesante
come il suggerimento della Luna che ovunque arriva
la sua gravità, mistero di chi è attirato
voglia cupa di chi esterno si pone
Io dove sei
smorfia celeste dedicata a
proponimenti di reset agnostici nella disturbata configurazione planetaria
Vento sferico, privo d’espansione e pieno di amori cupi
insonne taglio nell’atmosfera il paradiso
da cui esco
Per dormire, congelare
sferzato dalle aurore spaziali rugiada di gas radioattivi
e nel buio interrogativo tornare a sentire
Odore falso
reflusso gorgogliante di simulacri nella digestione panica
gas umano che diffonde, cancrena e rimorso
il nodo fulgido della decisione conseguente al terrore
È il corpo squartato alle anime, ò, egotomia!
traino lento verso le ore
drammi metallici
segmenti di muscoli ingranaggio ed è
Tossica inglobazione osservare
tubi di carne geotermici
vagine di orrore
da cui mi guardi?
Rossa ed immobile
sanguinamento delicato
alimento della mia profondità irrinunciabile
Rossa ti distanzi
nella tensione superficiale
le tue zampe luminose increspano
il mio commosso paesaggio
dal tuo ribaltato universo io so
Che mi guardi
1 Presto tornerò dentro ai tuoi occhi chiusi
Giorni che durano anni passavano
mentre non nostre appassivano le ombre
e una musica marina danzava
fino all’orizzonte
l’acqua profumata
i giardini senza peso
e la pelle si assopiva
lì accolta sfumava
quand’ecco il lume del giorno
rivolle un vecchio gioco:
l’autunno rivisse
nel suo ondulare misterioso.
2 Se tutto esplodesse
Le due del pomeriggio
suona la campana
Da quell’automobile spenta
non è vero silenzio
è più tollerarsi
per un altro po’
come assorti
mentre il cielo emette
nuvole schiave.